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Sean CHEETHAM
San Francisco, CA, 1977
http://seancheetham.blogspot.com/ |
L'arte conserva ancora una memoria di ciò che è stata, ma le cose sono cambiate. In principio, il suo scopo era avvicinare l'uomo al divino. Mediante tecniche acquisite con pazienza e dovozione e attraverso slanci straordinari, l'artista si spingeva quanto più possibile lontano dall'uomo alla ricerca del soprannaturale. Le opere d'arte stordivano, stupivano l'uomo invitandolo alla condivisione di tali slanci, alla ricerca di ciò che ancora non c'è.
Ma poi, ecco la macchina, il surrogato. La ricerca dei confini delle possibilità umane cede il passo a quella del benessere. La ricerca spaventa, il soprannaturale spaventa. Dio non esiste oppure spaventa.
L'arte costa, deve rendere. La mira dell'artista si sposta in basso.
Ed ecco allora che l'arte non si fa più con gli slanci e tende sempre di più a rassicurare e ad assomigliare al suo potenziale utente: l'uomo che compra.
© paroleopache
Ma poi, ecco la macchina, il surrogato. La ricerca dei confini delle possibilità umane cede il passo a quella del benessere. La ricerca spaventa, il soprannaturale spaventa. Dio non esiste oppure spaventa.
L'arte costa, deve rendere. La mira dell'artista si sposta in basso.
Ed ecco allora che l'arte non si fa più con gli slanci e tende sempre di più a rassicurare e ad assomigliare al suo potenziale utente: l'uomo che compra.
© paroleopache
Sean Cheetham: Portrait demonstration #1
Sean Cheetham: Portrait demonstration #2












