Javier Pérez Estrella


Javier Pérez Estrella (aka cintascotch) 
1985, Guayaquil, Ecuador

A volte un’intuizione particolarmente felice che esalti semplicemente le forme più autentiche, le trasparenze e le capacità a dissolversi in puro colore, è sufficiente a svelarci una realtà inaspettata degli oggetti di uso comune. Anzi comunissimo. Questa intuizione è resa ancor più stupefacente dall’improvvisa consapevolezza di quale potenziale si nasconda dietro l’apparenza delle cose. 
Spesso ci dimentichiamo che i materiale possiedono una forza straordinaria e la capacità di Javier Pérez Estrella è proprio quella di lavorare per sottrazione, anziché per continua sovrapposizione, in un processo di progressiva rarefazione formale.  
Una maggiore consapevolezza delle debolezza delle qualità più immateriali, un suo impiego più ‘onesto’, sono sinonimi di una rinnovata capacità di oltrepassare con lo sguardo la semplice apparenza del reale. La verità insita nei piccoli oggetti che accompagnano, silenziosi testimoni, la nostra esistenza, è un valore a cui troppo spesso preferiamo rinunciare.
Nella schietta forma di una bottiglia, di una forbice, di un grappolo d'uva, nella loro eleganza e morbida sinuosità, viena condensato quanto di più autentico ci leghi a questo nostro mondo. Nella loro apparente semplicità questi oggetti ci dicono molto più di noi stessi di quanto talvolta non si sia disposti a sentire. Ci parlano di come viviamo e di come inconsapevolmente mutano le nostre abitudini. I luoghi in cui quotidianamente ci muoviamo rivelano, anche nell’uso incongruo dei materiali, l’artificialità della nostra condizione, la nostra incapacità di ascoltare il sommesso mormorio delle cose semplici.
Osservare una forchetta, un fermaglio, una petalo. Ripartire dalle piccole cose.

























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