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| Howard HODGKIN [Gordon Howard Eliot Hodgkin], London 06/08/1932 |
Per parlare di libertà artistica occorre avere chiaro il concetto di arte. O perlomeno provare ad averlo.
Ed è un'impresa ardua, perché l'arte è materia mutevole al punto che non possiamo fissarla in un dogma puramente estetico. Se esistesse un paradigma fisso dell'arte, Picasso non potrebbe essere considerato un grande artista se paragonato, per esempio, a Fidia, uno scultore ateniese del V secolo a.c.
Chi guarda Fidia e guarda Picasso vede due espressioni talmente lontane che una delle due non potrebbe essere considerata arte. Eppure l'arte esiste nella storia, ed esiste in quanto rappresenta il mutamento del tempo, e comunque, anche se astratta, surreale, manierista, plastica, neoclassica o informale, è pur sempre realistica. In questo senso (ma solo in questo) il tempo è fondamentale per capire il ragionamento.
Immaginiamo di avere un tempo lungo quanto un rotolo di carta igienica sopra il quale si dispongono gli avvenimenti artistici, a volte come contrappunto immediato rispetto al proprio tempo, a volte con un carattere evasivo, onirico ed estraneo. Struttura e sovrastruttura. In questo presupposto la pittura di Howard Hodgkin sta in un "senza tempo", pur avendo mille ragioni per essere ancorata al proprio tempo.












